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Al di là delle montagne, il pensiero ...

 

Questo blog ha lo scopo di esprimere idee, opinioni, rivolte, qualsiasi tipo di informazione o il pensiero politicamente corretto o non corretto, a condizione che il rispetto delle persone sia preservato, i discorsi razzista o offensivi della dignità della persona sono considerate irricevibili.mad

L'obiettivo di questo quaderno virtuale è quello di condividere emozioni, critiche, punti di vista, 
informazioni, suggerimenti, ecc. sul mondo a cui apparteniamo


Per evitare confusione e facilitare la navigazione, proponiamo temi di espressione diversi. Siamo aperti a ogni suggerimento…


Si appelliamo all'indulgenza dei nostri amici italiani per le nostre errori linguistiche...

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Le 3 ultime news

Auguri per 2018 - con Capleymar il 03/01/2018 17:41

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La montagne, nouvel Ibiza ? (Rummelplatz Alpen) - con Capleymar il 27/02/2016 11:57

La montagne, nouvel Ibiza ? (Rummelplatz Alpen)

Un documentario da non perdere per chiunque sia interessato al futuro delle Alpi.

sinossi:

Per cinquant'anni, le Alpi sono state consegnate al turismo invernale di massa, con la devastazione ecologica ormai evidente sulla fauna, la flora e il sistema idrico. Dopo le costose assurdità  dei cannoni a neve e l'invasione degli impianti nel paesaggio, la natura è ora minacciata da nuovi concetti marketing , innescata dal drastico accorciamento della stagione degli sport invernali, a causa del riscaldamento globale. Tuttavia, degli approcci più sostenibili per scoprire la montagna cominciano a contrastare l'industria della neve, tra cui la valutazione dei suoi siti in estate.

Martedì 01 marzo (90 min)  ARTE.TV

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COP21 : Si scalda la discussione sul clima - con Capleymar il 23/07/2015 10:13

Si scalda la discussione sul clima.

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Nel dicembre prossimo la Francia organizzerà la 21a Conferenza sul clima delle Nazioni Unite. Ma già ora la COP21 solleva vivaci discussioni. 

Più si avvicina la data della Conferenza sul clima di Parigi, più roventi diventano le discussioni. Il Protocollo di Kioto scade nel 2020 e a dicembre dovrà essere sostituito da un nuovo accordo internazionale. Il cambiamento climatico è ormai riconosciuto come un dato di fatto dalla maggioranza degli Stati, poiché i suoi effetti sono ormai evidenti pressoché ovunque. La questione al centro del dibattito è tuttavia su chi abbia le maggiori responsabilità per il clima globale. È giusto, ad esempio, riconoscere agli Stati industrializzati emergenti dell’Asia il diritto di raggiungere il livello di prosperità economica e di benessere dell’Europa, accentuando così il cambiamento climatico? 

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gli 3 ultimi post
Tra bagnanti e ombrelloni Mentone fa finta di niente  -  con Philocat

Tra bagnanti e ombrelloni Mentone fa finta di niente

Dal nostro inviato Massimo Calandri

MENTONE.

 Cento passi più in là sembra tutta un’altra storia. Una piccola spiaggia tra gli scogli, alcune coppie che prendono il sole: una ragazza nuota e ride spaventata, il fidanzato s’è tuffato e la insegue. Sulla passeggiata c’è un’elegante signora anziana: è in difficoltà, il grande cappello di paglia sta per volarle via. Vento di libeccio: caldo, africano. Ma cento passi più in là del confine tra Italia e Francia, oltre quel muro di gendarmi e furgoni, anche l’aria soffia più leggera. Però non fidatevi. È solo un’impressione.

“Indesirables”, titola Nice- Matin, il quotidiano locale. Indesiderabili. Una grande foto della stazione di Ventimiglia, con la ressa dei migranti e la polizia. Nell’articolo, l’aggettivo “miserabili” è ripetuto più volte insieme alle parole: paura, tensione, illegale. C’è un’intervista ad Enrico Ioculano, il sindaco: lo descrivono come «un giovane playboy italiano con i rayban, stiloso, eletto dopo che un’inchiesta per mafia ha fatto piazza pulita dei politici». Invece il sindaco di Mentone è Jean-Claude Guibal, 74 anni e da 25 primo cittadino: ‘colonnello’ dell’Ump, ora i Repubblicani, la destra di Sarkozy. La moglie è la senatrice Colette Giudicelli, numero 2 della regione - Alpes-Maritimes - presieduta da Eric Ciotti, monsieur Sicurezza. Tutti Repubblicani. Del resto, nella ricca e conservatrice Riviera francese non potrebbe essere altrimenti. Mentone assomiglia a Santa Margherita Ligure: 30.000 abitanti, turismo medio- alto, strade pulite e limite di velocità a 30 all’ora, un bel museo dedicato a Cocteau, parecchie ville ma anche monolocali: i francesi del nord – e pure gli italiani – dopo la pensione hanno investito qui, clima mite e tranquillità. Guibal ieri ha chiesto al primo ministro Valls di «mantenere la frontiera ben chiusa e presidiata: non fosse altro che per far capire a chi pensa di emigrare che qui in Europa non avrà avvenire».

Dopo il confine, passando per Ponte San Ludovico e cioè la via a mare, il primo negozio è un panificio che fa anche bar: la titolare de “L’ami du pain” è una giovane donna bionda, Stephanie. Dice che le fa pena, vedere «i migranti trattati come cani, prigionieri di una legge che non c’è. E che vergogna, la gente che qui davanti s’abbronza facendo finta di niente». Ieri mattina è venuto da lei un signore, un italiano, ha comprato molti croissant: «Diceva che li avrebbe portati a quei ragazzi. Così gli abbiamo dato le nostre baguettes. Non è molto, ma è pur sempre qualcosa». In questi anni ne ha visti a centinaia, passare il confine a piedi – in silenzio, la testa bassa – e proseguire: «Nessuno mi ha mai dato problemi. Mentone è una città sicura. Però le cose sono cambiate da qualche mese: perché prima erano solo di passaggio, non si fermavano in Francia. Ora è diverso. Ora i francesi hanno paura».

Jean-Michel, farmacista alla Hanbury, proprio all’entrata di Mentone, sostiene d’essere un francese esemplare: «Niente destra o sinistra, non voto più. Ma lavoro duro, pago le tasse». E dice che no, i migranti non ci devono più venire in Francia. «Risalgono il paese e arrivano fino a Calais, sulla Manica. Nessun problema, quando andavano in Inghilterra. O in Olanda, Germania. Ma oggi non riescono a passare e dopo un po’ ce li ritroviamo da qualche parte, che lavorano in nero mentre i francesi sono disoccupati. Sanità, scuola, servizi: dobbiamo pagare anche per loro, ma i soldi non ci sono più ». Le Narval è il più storico bar di Mentone: fino a 20 anni gli italiani venivano qui a comprare sigarette ed alcolici. Adesso accade il contrario, sono i francesi che vanno al bar Conad, un chilometro più là, in Italia: i prezzi sono migliori. «Però gli italiani continuano ad essere ottimi clienti, perché qui si può giocare ai cavalli». Ma da qualche giorno dicono che non si vede nessuno: con il blocco alla frontiera, la gente non ha voglia di aspettare in coda. E alla vigilia della stagione estiva, quelli dell’ente del turismo fanno gli scongiuri.

Tra le coppie della spiaggia ce n’è anche una di Mondovì. Sono pensionati, hanno un monolocale a Mentone. Sono arrivati l’altro giorno in treno. «E come sempre, alla stazioncina di Garavan (la prima dopo il confine) è l’orrore: i poliziotti della Crs che salgono a bordo, gridano e trascinano giù quei poveri ragazzi. Non è giusto, non è umano. E poi da noi non c’è più posto, è il resto dell’Europa che se li deve prendere». Tornando indietro, verso Ventimiglia, sotto alcuni pini marittimi c’è un grosso cartello: “Mentone è felice di accogliervi”, è scritto in francese. Non fidatevi, è solo un’impressione.

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Pubblicato il 09/07/2015 10:07  - nessun commento nessun commento - Vedi? Aggiungi il tuo?   Anteprima ...   Stampa...   Alto

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